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Una bella X sulla Bike Xtreme
Di Marco Tenuti (del 20/08/2009 @ 22:48:20, in MTB, linkato 3718 volte)

Adrenalina Bikextreme Oggi giornatina di test della Adrenalina Bike Xtreme. Ritrovo previsto nel parcheggio a Verona Est per le ore 7.00 col compagno di merende Radu e Matteo e successivo ricongiungimento a Limone sul Garda con Ivan, un ex-collega trentino di Matteo che voleva provare anche lui la gara organizzata dal gruppo ciclistico di Limone. Subito un incidente di percorso col Radu che dimentica a casa la borraccia e ci costringe a tornare a Pieve di Colognola per fare il pieno di brioscine Bauli.

Dopo un rapido trasferimento sulla A22 e qualche difficoltà iniziale a parcheggiare la macchina a Limone - sembra che sia praticamente impossibile parcheggiare senza pagare nella cittadina bresciana - noi riusciamo a trovare un posto autorizzato senza pagare e non vi veniamo certo a dire dove e come... - ci prendiamo una scarsa mezz'oretta a tirare giù le bici dall'ammiraglia e per metterle a punto come si deve per un giretto come quello della Bike Xtreme.

Presa così la statale verso le 9.30 abbondanti con una temperatura già rovente ed un'umidità da cuocere le zucchine e carote, svoltiamo subito a destra in direzione Vesio con una bella rampetta di 6 km al 10% medio tutta asfaltata, che ci fa andare su subito la temperatura dell'acqua, tanto che anche i nostri telai sudano come poche volte. Qualche lieve difficoltà per Ivan a tenere la nostra marcia, ma ben presto anche lui troverà il giusto ritmo con la sua full Whistle.

A Vesio foto di rito ed ogni altra volta in cui si presenta a noi un'indicazione che indica "Passo Tremalzo" col relativo chilometraggio. Arriviamo rapidamente al lago sottostante l'Eremo di San Michele percorrendo un bel sterratino a quota 600 metri di altitudine. Qui ci scappa una ricarica alle borracce e dopo si comincia davvero a fare sul serio.

La nostra ascesa è fatta all'unisono, nel senso che sincronizziamo le nostre frequenze cardiache, la nostra cadenza pedalatoria, nonchè i respiri e tutti e quattro non triboliamo più di tanto a superare quota 1000, dove ci concediamo una meritata pausa con buffet di barrette del Lidl e dell'Eurospin.

Alla ripresa il Radu lamenta a più riprese di non averne di più - ma conoscendo l'uomo, mi immagino già che sia il suo solito bluff per creare una falsa aspettativa.

Alla cascata del Lavino nuovo abbeveraggio dove ci scambiamo con un gruppo di tedeschi tutti a bordo di full Canyon, che procedono con un ritmo inferiore al nostro, ma dimostrano tutta la loro determinazione a voler puntare in alto.

La scannata arriva puntuale in odore delle malghe di Ca' dell'Era e Ciapa, dove il ritmo passa da 145 bpm a 165 bpm e si va su a mulinate degne del PapàTaso che lancia l'esca al Conte Savoia. Sorprendente è l'azione di Ivan, che nonostante un biciclettina pesantuccia, va su bello spedito, tanto è vero che rimaniamo positivamente impressionati.

Adrenalina BikextremeA pochi tornanti dal Rifugio Garda l'embolo scatta definitivamente: i battiti superano quota 170 bpm, il Radu mette il padellone e non rimane che rispondere per cercare di prendere i punti del GPM di prima categoria. Arriviamo al rifugio in totale apnea, ma il pranzo e il tavolo sono nostri di lì a poco.

Piccola delusione per noi quando ci dicono che ci vuole almeno una bella mezz'ora per avere delle tagliatelle al capriolo e ci consigliano (male) per degli spaghetti al ragù, insomma veniamo assimilati alla clientela teutonica e questo ce lo leghiamo al dito per la prossima volta, ma l'offerta sul Tremalzo non è molto variegata: o te magni 'sta minestra, o te salti dalla finestra.

Tutta la nostra biancheria viene esposta a prendere aria e un po' di sole, ma l'è moia negà e la foschia e le nuvole non contribuiscono molto ad asciugarci i panni sporchi. Comunque se ne vanno una birra media per Radu e Matteo, una bottiglia di acqua gassata per Ivan e una coca media per il sottoscritto: passare alla cassa per il conto, grazie!

Torniamo in sella tutti felici di scollinare al Passo Tremalzo dove ci aspetta la galleria a 1865 metri, una sfilza di foto varie e poi giù non troppo forte per i tornanti che ci fanno abbassare di quota molto rapidamente. Il piacere inoltre di provare la full di Ivan, che mi fa assaporare degli ondeggi a cui non ero abituato e una sensazione di sicurezza su certi salti e pietre a cui non sono proprio solito con la mia nervosissima e reattivissima Scale.

Rimaniamo increduli alla vista prima di una moto custom, poi uno scooterone e infine di un Honda CBR sulla pietraia che porta al Tremalzo da Passo Nota! Povero Cibierre...

Il passaggio a Passo Nota è poca cosa, perché noi non vediamo l'ora di assaggiare la cosa più tosta della gara, cioè la discesa verso Limone. Prima saltiamo il percorso 103, poi al bivio tra 101 e 117 ci ripetiamo che è quello della gara, si, si è il 117.

Si comincia subito male tra un gradino di troppo e i primi tornanti belli strettini che ci impongono di scendere dalla bici per riuscire a girare. Mano a mano che scendiamo cominciamo a chiederci se sia effettivamente il 117 quello della gara e cominciano i primi porchi. Prendo il telefono e chiedo al Fabione, il quale dal divano e lo splitter dell'aria condizionata sulla pancia, mi dice molto laconicamente: "E' il 117, è bruttino".

Il canyon della BikextremeContinuiamo a scendere: da bruttino, diventa brutto fisso fisso, qualche pacca nei maroni, qualche sobbalzo di troppo e gli scalini son sempre più grandi. Quando arriviamo ai canyon, molto mestamente ci diciamo che questa gara non si addice molto alle nostre doti velocistiche. Non ci rimane altro che scattare qualche bella foto soprattutto sul salto più alto: un bel metro di salto! Voglio vederlo Martino Fruet a farlo in sella alla bici!

La reimmissione sul sentiero 101 ci riconduce a qualcosa di più escursionistico e da lì in fondo non è che una bella discesa probabilmente tra il 25% e il 40% su una mulattiera ciotolata dove solo Umbano e qualche altro svitato può permettersi di lasciar correre le ruote.

Un breve goccino d'acqua alla fontana del Singol e continuiamo la nostra caduta libera che siamo praticamente arrivati a Limone.

Che dire a conclusione di questa giornata: ci siamo tolti questo sfizio o questa curiosità, cioè cercare di capire che emozioni adrenaliniche dia la Bike Xtreme. Noi non ne abbiamo trovate molte, se non quelle di paesaggi e viste mozzafiato. Sarà che la giornata era davvero torrida per pedalare da Limone fino al Tremalzo passando per Vesio, sarà che gli spaghetti al rifugio Garda non erano eccezionali dopo esserseli meritati mulinando per tutti i 1700 metri di dislivello, ma quello che ci è andato sicuramente di traverso è stato dover far a piedi parecchi tratti di quel chilometro o forse due del famigerato sentiero 117. Se fossi io l'organizzatore, farei scendere gli atleti dal sentiero 101, anche per questioni di sicurezza. I tedeschi andranno pure pazzi per quel genere di cose, ma proprio per quella discesa e per quel canyon sarei più per catalogare la Bike Xtreme come qualcosa da freeride o downhill, che da cross country o marathon.

Se io avevo una mezza idea di farla ad ottobre, mi ricredo fermamente e terrò la Bike Xtreme tra le gare da fare solo se è assolutamente necessario per il completamento di una serie di gare, come il circuito del Prestigio o dei Nobili. Penso proprio che alla seconda domenica di ottobre andrò volentieri a Valeggio sul Mincio per la garetta UDACE dove se magna pan e codeghin a fine gara...